Ciecamente
E certe immagini di te
pulsanti e acuminate
mi stuprano la mente.
Tu che sorridi, io che
Ti sembro assente.
E intanto stringo
il desiderio, lo divoro
e Ti divoro e mi divora.
Sembrano bocche
questi occhi affamati
che annaspano nel buio
e il buio è acqua
che m'annega -sai che m'annienta-
è acqua e lontananza.
Tu che eri serio, io che
non lo sopportavo.
E ho resistito
al desiderio di mangiarti,
di esserti pasto.
Serbo un delirio
privatissimo e silente,
e dietro porte aperte
che rinnegai,
che Ti negai mostrandoti
la chiave -folle-
se solo avessimo
diviso odori e umori,
e gemiti e lamenti.
Tu che mi bendi gli occhi,
io che mi fido ciecamente.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (2)
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Cristina Khay2 febbraio 2010
Ottima abilità con le immagini e il ritmo. L'espressione calza magnificamente l'interno sentire. Molto apprezzata.
P
Paolino10 febbraio 2010
Erotismo particolare, sensualità fine, passionalità intrigante. Bella ed apprezzatissima!
