Spiarsi
Vorrei esserci
al disgregarsi delle cose che lasci
un sempre arrampicato
inquieto di menzogne
vuoto di discorsi
quando la pelle avvampa
abusata di ferite
è un suolo aperto che non lamenta
e duole
la gola si barrica al respiro
ma chi già povero
ha infangato i bocci d'un sogno
mistificando il futuro
in una siepe di pruni
cadrà su quella pelle aperta
e oltre quel domani
vedrà la morte il monologo avulso
nel contrappunto
doppia voce del caso
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
L
Lorenzo Crocetti3 febbraio 2010
Una poesia che, nel rincorrersi dei suoi versi, fa intravedere un desiderio di "vendetta" verso chi, nei confronti dell'autrice, non si è comportato secondo le sue aspettative. Sono davvero dolenti le parole di questa sensibile e bella poesia, che lasciano intravedere un dolore che non si è mai rimarginato.
Paolo Eroli4 febbraio 2010
Forte di espressione e di concetti la tua poesia... che mi è molto piaciuta!
Rasimaco4 febbraio 2010
versi che, come dice il buon Crocetti, fanno emergere un senso di rivalsa quasi soffocata, latente... e si intuisce perfettamente quel dolore vivo che li pervade... bella!

