Perché giudicare sempre il prossimo?
mi irretisce
la superbia
di coloro
che, proclamandosi
figli di Dio,
sentendosi
profondamente illuminati,
puntano il dito,
condannano gli altrui
peccati,
publici ministeri, giudici,
s'ergono,
sputando sentenze,
reietto,
è il peccatore.
Per fortuna,
non come loro,
è il Signore.
Non è forse scritta
nel libro della Vita,
la parabola del buon Pastore,
che ben novantanove pecore
lascia sul monte
e va alla ricerca
di quella perduta?
Chi siamo noi per giudicare?
Chi solo condanna,
chi non perdona,
non sa amare,
non vive nella Verità
chi della misericordia
non fa uso.
Che imparino
la vera umiltà,
invece di lavare
gli altrui panni sporchi,
lavino
l'animo loro
con il sapone della bontà.
©
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Commenti (4)
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D
Dalassa5 febbraio 2010
Mi unisco a questo accorato appello perché ormai chi giudica gli altri non ha proprio niente da insegnare ma lo fa solo come mezzo di potere e per incutere disagio agli altri. C'è troppa mala fede in ogni ambito. Molto sentita.
P
Pp5 febbraio 2010
Stupendi versi che faccio anche miei, nel più profondo del cuore, preghiera da rileggere, supplica da conservare. Grande!
Lina Sirianni5 febbraio 2010
Eppure il mondo è li con le dita puntate a cercare il peccato altrui per nascondere il proprio, come non apprezzare questa bella poesia che invita alla riflessione, versi molto sentiti e condivisi.
Francesco Luca5 febbraio 2010
eh, me lo chiedo sempre anch'io, perché puntare sempre il dito verso gli altri sentendosi giusti e non vedere i nostri infiniti errori?...condivisa...

