Le attendono i tetti
Una pioggia che scompagina, un infrangere di vetri
il vuoto che tracima dalle foglie di un giovedì
da tagliare, come quelle steppe
ancora secche, residue dall'inverno
Questo è il tempo del mio tempo
una primavera che ancora strozza i lacci
alle dita e scolora i cieli, sempre così grigi
Questo è l'eterno marzo fatto di potenze
(dimenticai le azioni nei bulbi delle calle)
lento, come i mesi di una gravidanza
aspetta e forse ammanca di fuliggini
le attendono i tetti, le attendo io nella tua voce
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L'autore
Zima
Commenti (3)
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Daniela Pacelli5 febbraio 2010
"Quiesto è il tempo del mio tempo, una primavera che ancora strozza i lacci alle dita e scolora i cieli" bellissima la parte centrale che racchiude tutto il significato di una bella e intensa introspezione
Carmelita Morreale5 febbraio 2010
Una riflessione profonda sulla propria vita, sulla propria natura umana... ancora in cerca di una primavera ... immaginata e mai vissuta... Apprezzata molto.
Antonella Bonaffini6 febbraio 2010
Ti ho appena inserito tra i mei autori... il tempo non è mai abbastanza per leggervi tutti... ma tu scrivi in modo fantastico... mi inchino alla tua bravura Zima!



