La prima volta dell'esigenza
Marco Canonico Baca8175
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La scelta si poneva
con fare aspro e incivile
scostando con assenza
chiunque le impedisse il collasso.
Lo sguardo da chiodo
e le spalle da gruccia
tratteggiavano la progressione
ed erano l'emblema del momento.
Le mani che spingevano il muro
e la testa perpendicolare alla sua indisponenza
crebbero nella mia porzione emozionale fino a farmi scrivere.
Mi trovai.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (1)
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Giorgia Spurio7 febbraio 2010
tra gli enigmi si fa spazio la meravigliosa sfinge che è la poesia. quando si ha bisogno dell'esigenza? quando il nostro orgoglio non è capace di dirlo... anche solo con parole mute... avere esigenza... esigenza di impedire al piede un altro passo che porti al collasso... avere esigenza... di scrivere... mentre mani e testa spingono contro il muro... indisponente momento di dire che di nulla si ha esigenza... orgoglio... eppure "mi trovai" a scrivere... molto affascinante...

