L'insoddisfatto
Raffyka Danse Macabre
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Mille e mille sono gli impressi tocchi
Su questa fresca tavola complessa
La mia anima invisibile è riflessa
Nell'arte abitante prigioniera gli occhi
Del genio ogni distillata goccia
Raccolgo in un'ampolla di fiele
Unico giaciglio privo di miele
Nel quale bene la mia rosa sboccia
I pentagrammi di questo spartito
canta angelico il mio pianoforte
Ma nelle dita svolte contorte
Si affacciano al volto dall'io sfinito
Per un tripudio senza capo o coda
Son stanco di aver speso la mia Notte
Preziosa amica, sorella, consorte
Insieme di colori fuori moda
Strappo lo spartito, taglio la tela
Distruggo la venere da me plasmata
Saturno, questa creazione distrutta
È il frutto di un dio che all'ignoto anela
Sono l'artista sempre insoddisfatto!
Che usa tutto il genio creativo
Il suo unico talento eccelso nativo
per compiere questo osceno misfatto!
Il mio impeto francese sperperato
Ha un orgoglio abitante il sottosuolo
Non svolge più sulle scene un ruolo
La sua ghigliottina ormai ha incontrato
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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