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Dialettali 8 febbraio 2010 · lettura 1 min · 1271 letture

'Na predica pericolosa

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Un gruppo de gitanti accalorati pe' l'afa intensa, er quinnici d'agosto, entrano a frotta drento de 'na chiesa ammentre er prete celebbra la messa. Li villeggianti, beceri e sudati cercano refriggerio llà sur posto. Er prete che s'accorge de l'intesa decide de sgridarli e fa scommessa ch'all'omelia l'avrebbe fatti neri. Defatti predicanno fa' 'n teatro de quelli memorabbili e più fieri e peggio de 'n burino coll'aratro li sotterra d'inzurti e de sfortuna. E, 'nsovrappiù, cor cero, a Crist'in croce illumina le piaghe ad una ad una. Rivorto a loro dice: '' Questa voce p'aricordavve che le Sue ferite l'avete inferte voi, gente marnata! Ma come, miscredenti! Nun capite? La corpa vostra è bell'e addimostrata!'' E predicanno j'avvicina er cero, lambisce er Crocifisso per buon peso, percui uno de quelli, che cor clero ciaveva un chiodo ner cervello appeso j'arisponne e je dice:'' Monzignore! io cce lo so ch'è morto anche per me, però posso giuratte sur mio onore: 'ste nuove piaghe je l'hai fatte te!''
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (1)

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Sabrina Balbinetti8 febbraio 2010

Si Dante fosse stato Romanesco avrebbe de sicuro 'mpruvvisato 'sto sonetto fresco fresco che zio Ciarlino mò ciarigalato. Quanno che scrivi tu, caro Benito me levo tanto de cappello propongo, quinni che tu sia inzignito ar NOBBEL pe' er poema più bello!