Alena
Alena guarda fuori la nebbia
prima dell'ora giusta
per poter sparecchiare
il sorriso è rimasto in Russia
con il sole bugiardo
che diceva quella cartolina
stanca non presta cura
a l'altrui malizia
che la segue come ombra
il cobalto che tinge le unghia
è un cruccio di donna
nella vita di seria presenza
macchia d'imbarazzo il viso
su quel conto sbagliato
per una tazzina di nessuno
il timore del rimprovero
ha un eco più grande
dell'orgoglio nei suoi occhi
serva di quell'unico sogno
d'un calore immenso
da spedire dentro una busta
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Nemesis Marina Perozzi8 febbraio 2010
È quello stesso sguardo che vedo negli occhi delle donne dell'Est che vengono in Italia a curare i nostri genitori anziani. Dove vivo ce ne sono tante. Io stessa ho avuto bisogno di loro. Non c'è affetto, né gioiosa accoglienza, né salda amicizia che perdura nel tempo, che posssano riportare quel sorriso, che è rimasto là, nella loro terra così lontana.
Carla M Casula11 febbraio 2010
Qualsiasi commento credo sia superfluo... Vera, intensa, strappalacrime, altamente icastica, ottimamente strutturata, efficacisssima. Una poesia che denota l'immensa maestria poetica dell'autore. Meravigliosa!

