L'indice
Il libro volta le sue pagine
riottoso a offrirsi
e il vento che non sa leggere
lo inquieta dispettoso
un volo di uccellini sparpaglia ali
contro nuvole appese
non è caldo l'oggi
e a un dio piacendo offrirò preghiere
un cesto di campanule d'aprile
vomiterò nei sui palmi
le ore blu dell'angoscia
poiché
non credo più alle lacrime
non credo abbiano sapore
ma prendono colore dal ferro
di certe ringhiere dell'ultimo piano
delle stive fumose delle navi curve
di vecchi chiavistelli coperti da strati
di ruggine e vernice
e penso che il tempo
così fiero
abbia fatto una maschera
di tutto
che dentro vi abbia chiuso
tutto l'essere
il tempo che ha saputo usare
in pagine intere
tutte le parole
insulso continuare a ripetere
rigirando un manico
per dovere e tradizione
mentre la faccia cambia lentamente le smorfie
in un ridicolo perdere
ché ho perso
si
i sensi
e non ho più la vena di fingere
che tutto fili liscio
di rastrellare
quel che dagli anni m'aspettavo
generoso
vivo
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Commenti (1)
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Veleno8 febbraio 2010
Sono versi splendidi per il loro stile e dire... per l'eleganza e la forza con i quali emergono... sono fieri se pur malinconici... consapevoli ...uno splendido ascoltarsi. Davvero bellissima
