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Impressioni 10 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2865 letture

Quando pensi che... (monotonia)

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Ed io mi son sentito rivoltato in questa carrozzella di sospiri che girano ritornando su se stessi in sincronia e sempre uguali come in un vecchio trentatre giri cui s'è rotta la traccia. E le parole? Le parole... son sempre troppo corte nel frastuono del silenzio e troppo lunghe per stare insieme come un venerdì che cade il diciassette e sempre in novembre diverso da tutti gli altri.
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di quando l'ho scritta ricordo solo che era un venerdì 17 novembre...

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (13)

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Saverio Chiti10 febbraio 2010

girano parole in turbinio di vuoto... senza trovare il senso, senza riconoscere chi le ha pronunciate! è come un monotono andirivieni di suoni, pensieri... senza meta. forse non solo il venerdi, di sicuro non il 17 ...che troveremo quel che moltiplicammo per 3! 1) pensieri 2) parole 3) comprensione

Silvia De Angelis10 febbraio 2010

Monotonia e ripetitività, due cose che sfibrano, stancano scuotono... forse un certo giorno procurano effetti diversi... Lirica originale, molto apprezzata

Daniela Pacelli10 febbraio 2010

Scarmanzia? Ho trovato questa lirica fantasticamente scritta in un linguaggio di poeti ad alti livelli "carrozzaella di spospiri" "le parole sono troppo corte nel frastuono del silenzio ma troppo lunghe per stare insieme". Verità tanto sincere e sentite. Applausoni

Nemesis Marina Perozzi10 febbraio 2010

Ricordo molto bene quel lamento graffiante, scricchiolante, lacerante della puntina che incide il solco e salta, dove il percorso è interrotto... ripetendo all'infinito una sillaba sola, che ha perso ogni parvenza di parola... Così sono, a volte i pensieri disturbati, quando il nostro sentire viene interrotto da qualcosa che l'ha fatto deviare.

Berta Biagini11 febbraio 2010

Mi piacerebbe rovistare nel cassetto del nostro poeta e poter decifrare i suoi primi versi – questo il primo pensiero che ho avuto leggendo quest'ultima a noi donata. Non credo che la monotonia si troverà mai nei versi che ogni dì leggiamo.

Silvana Poccioni11 febbraio 2010

Malnconia per cosa, se la poesia è sempre lì a farci compagnia, anche in quei venerdì diciassette di novembre in cui avrà certo saputo parlarci e con parole né troppo corte né troppo lunghe, ma vere e sentite?

Vivì11 febbraio 2010

Beh maestro, ma allora il venerdì 17 non porta sfortuna se è riuscito a comporre una così bella poesia. Piena di riflessioni ed emozioni. Bella la chiusa, da gran maestro! Applausi ed inchini!

Kiaraluna11 febbraio 2010

Conosco la monotonia ma nei tuoi versi non la trovo mai... belle metafore sempre originali, in una intensa poesia piaciutissima e apprezzata.

Gabry Salvatore11 febbraio 2010

Stupendi versi che sprigionano tristezza per il passare del tempo che incessantemante si sussegue con fare monotono tutti i giorni della vita. Molto bella!

come un venerdì che cade il 17 e di Novembre... le parole si, possono sembrare troppo brevi o troppo lunghe, ma quando poi diventano poesia... ecco che ti emozionano come questa tua, molto molto bella, !

Anna Maria Scamarda12 febbraio 2010

Sì, talvolta, sono proprio queste le impressioni che danno le parole: "troppo corte nel frastuono del silenzio/ troppo lunghe per stare insieme". Poi, è sempre il cuore, nel suo personale metro poetico, a dettarne la misura. Bellissime e profonde impressioni, tradotte in Alta Poesia, dall'amabile Cuore del Poeta.

Lina Sirianni12 febbraio 2010

Quando le parole non si comprendono sono sempre troppo corte o troppo lunghe... Spunto di riflessione offerto con grande capacità espressiva... Molto apprezzata

Danielinagranata13 febbraio 2010

Tema di grande riflessione che non tradisce mai il sentire dell'autore sensazioni di grande impatto molto bella