Parata Dionisiaca
In un tempo
quando l'uomo era eroe,
le divinità abitavano i boschi,
le ninfe con i loro colori sgargianti
vivevano nei ruscelli,
la filosofia nel cuore,
l'anima era la dimora della passione.
Carri divini, travolgenti furori
feste orgiastiche & mistici orgasmi
comandate da Dioniso, dio dell'eccesso
dell'ebbrezza e del più sconvolgente
istinto sensuale, caotico e irrazionale della vita,
mi portano via.
Riabitiamo i boschi antichi,
reinventiamo tutti gli dei
e i miti, abbandoniamoci al piacere del corpo,
inabissiamoci nell'anima eterna che in esso vive,
sconvolgiamo i sensi per raggiungere l'ignoto,
qui non ci sono limiti, qui noi siamo gli dei.
Baldoria.
Banchetto celeste, divina poesia esce dalla cetra di Febo,
spada conficcatami nel petto da Artemide,
vampiro dannato, donna maledetta,
hai fatto di me il tuo eterno schiavo,
rendendomi solo un verme di fronte ai tuoi occhi di cristallo.
Dioniso vino serve
rendendo tutti così lussuriosi,
ebbri, svolge una parata selvaggia,
davanti al mio cuore abbandonato ormai
dal dolce profumo intenso del tuo corpo bramoso d'amore.
©
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L'autore
Andrea Corba
Andrea Corba, aspirante poeta friulano ventitreenne, inizia a scrivere verso la fine del dicembre del 2008 dopo una dolorosa perdita nella sua famiglia. Questo fatto inizialmente lo distrugge ma attraverso lo spirito della musica arriva a comporre le sue prime poesie, sottoforma di ...racconti, inizialmente. Le sue poe
Commenti (1)
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M
Marco Cortese12 febbraio 2010
traspare un desiderio di libertà dai tuoi versi, di ritorno ai tempi antichi ove non c'erano chissà quali remore e, forse, per certi versi, si viveva meglio...