Sedici freddi
Raffyka Danse Macabre
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Son desto troppo presto, mio sole
Che ancora non illumini alcun specchio
I raggi mi accecano e le parole
Consumano i riflessi dall'occhio
Son desto troppo presto, mia luna
Questa notte è troppo illuminata
I raggi mi accecano e la fortuna
Ha lasciato una bara illacrimata
Cercherò il tramonto di questo inferno
Ma so già di perdere tempo
Sedici freddi non fanno un inverno.
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
Commenti (1)
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Alida Kirschner12 febbraio 2010
Versi dal colore ermetico che lasciano filtrare un profondo senso di inadeguatezza, un sentirsi fuori luogo, mai in ogni caso nel posto giusto al momento giusto. Disagio di un'anima sofferente e inappagata espresso senza indulgenza. Apprezzata e condivisa.
