Uomo malato
Lena Orfeo
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Sei il cantiere delle tue idee
che svolazzano cime innevate
a segnar sentieri malcelati.
Sei lo sproloquio mattutino
rivestito del rimpianto angusto
disseminato in un solaio
che non fa più riverbero a un sole malato.
Quantunque tu ti ostini
ad inventar parole sagge
spazzi via manti erbosi
con la breccia del dissenso,
spreco di parole senza senso,
a scolorire un cielo terso
memore di parole stanche
come il viaggio di un mulo sordo.
E sebbene bastasse aprire l'ombra
ad uno scorcio di sole e d'allegria,
uomo malato a portar via,
pensa alle vane parole proferite
e a quanto possan nuocere e scalfire
l'animo e il cuore
dell'essere umano in avvenire.
©
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi14 febbraio 2010
Le azioni dell'uomo spesso contrastano con le sue parole. Sono queste ultime le più pericolose, perché possono ferire a morte un'anima sensibile, uccidere un cuore fragile...

