La tempesta
Una notte
basta una notte per confondere i nostri ricordi,
per inceppare la nostra memoria,
per inquietare l'anima squarciata
dagli errori.
Errori che sventolano sorridenti sull'albero nascente
sogghignano guardandoci
e vincono sulle nostre lacrime.
Sbagliare meno
non vuol dire esser più forti.
Lo ripete una voce lontana.
Forse è una voce amica,
in una prateria di solitudine dove incontri solo arbusti
invisibili agli occhi felici.
Noi arrugginiti dal dolore inciampiamo nelle radici
dei nostri alberi erronei.
Che tristi melodie echeggiano dalle nostre ugole
e le corde vocali irradiano rabbia nel cielo.
Noi immersi sotto un cielo tempestoso
non guardiamo in basso
ma la pioggia che dall'alto ci schiva.
Giriamo su noi stessi sotto di lei
non c'è via d'uscita, non più per noi.
La vita ci sta attraversando veloce come un ruscello
e bagna i nostri argini,
come arterie, senza svegliare il nostro cuore.
Una nuova tormenta si appropinqua a venire.
©
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Commenti (2)
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G
Grizzly2 giugno 2006
”Il sogghignar degli errori” è sferzante in questa poesia già tempestosa nel suo molteplice incanalarsi verso il fiume rosso ingrossandolo sempre più sino a straripare. Eppure c’è sempre una via d’uscita..il difficile è trovarla con la pioggia che sembra divenire un muro.
S
Saffo2 giugno 2006
molto profonda! La vita ci sta attraversando veloce come un ruscello e bagna i nostri argini... questa espressione è stupenda!