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Introspezione 18 febbraio 2010 · lettura 1 min · 4677 letture

Sono foglia nel tuo sorriso di foglia

Lena Orfeo 295 poesie pubblicate
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Io non riesco ad urlare il mio dolore né a saziarlo, né a sopirlo. Sono una donna, nel levigato tormento, incapace di mietere il volo del vento. Impervie son le mani protese nell'attesa d'essere accolte da rami svuotati di quercia, genuflessi alla morbida terra che accoglie nefandezze di radici inchiodate a se stesse. Io sono foglia nel tuo sorriso di foglia, corteccia mai nata, senza linfa posata, che muore ogni giorno, senza il dono d'una piccola perla. Sono l'ombra stanca a volar basso il tuo perdono, son l'aurora svuotata di sole che, nel silenzio incollato alle ore, attende, invano, un tuo respiro sano.
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Commenti (7)

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Crepax7318 febbraio 2010

Fantastica. Mi colpisce l'armonia e la potenza dei versi. Il non poter urlare il proprio dolore è triste...

P
Pp18 febbraio 2010

Stupenda seppur nel dolore alitante dei versi, struggente, porta a riflessione continua. Da lode!

Barbara Rossi18 febbraio 2010

Versi che trascinano nel tuo dolore nascosto, soffocato... nel trasmettere le tue emozioni

Francesco Luca18 febbraio 2010

straordinaria e intensa poesia che mostra il dolore come una goccia di piggia gelata... bellissima

D
Dalassa18 febbraio 2010

Si decanta tanto la fragilità della foglia in questa poesia, ma quanta forza e quanta consapevolezza. C'è un rimpianto che affiora nell'ultima strofa che muove i suoi passi e richiede considerazione e qui di nuovo tanta sana energia. Così l'ho capita e così la conservo nel cuore.

Silvia De Angelis19 febbraio 2010

A volte viviamo degli stati d'animo profondamente ombrosi, che non permettono di assaporare un minimo spiraglio di luce, che anche se impercettibile, esiste. Basta distogliere, per un attimo la mente, da quel sentire oscuro e il rumore della giornata sembra, in parte, ritemprarci... Versi melodiosi, ottimamente elaborati Lirica molto piaciuta

Nemesis Marina Perozzi19 febbraio 2010

"Sono l'ombra stanca a volar basso il tuo perdono" Eppure, come un vecchio albero solitario, resto lì ad aspettare. Non voglio rinunciare alla speranza di un respiro, che mi restituisca la linfa che mi permetterà rivolgere nuovamente le fronde dei miei rami al vento e al sole.