Guerra al Destino

Sulla punta della lingua,
una pagina stracciata
ed un fumetto aperto a metà.
Il dejavù del sospetto
io non lo so
Se ti ho vissuto già,
o se ho mai cominciato.
Ti riconosce il cuore
Come un cane all'odore
Sobbalza
scegliendo il suo padrone.
Un biglietto non usato
Per un treno ch'è partito
Forse due o tre anni fa.
Ma un destino col fischietto
Sulla punta della lingua,
suona l'eterno passaggio
di quel treno che non si lascia perdere.
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Commenti (1)
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Mario Panzarella18 febbraio 2010
Mi piace questa poesia! Originale, fresca e sentita... complimenti!
