Incubo

Non mi appartiene
il tuo sguardo
nell'orar più tardo
Io capisco
che da sola
non mi basto.
Il buio nefasto
porta tempesta
alla finestra
non vedo più luci
e sulla porta
tu indugi ad entrare
Ora non vi è più nemmeno una stella
l'oscuro regno
ti ha svelato
con un dito ti ho sfiorato
mi hai graffiato il petto
e il viso
non mi fa male
non sento dolore
non sento passi
non vedo altro che massi
e un cielo rosso
di più non posso
Ora sposto le lacrima
su un mano
le mostro
a te k te ne nutri
e sorridendo m'illudi
Tu non sei reale
Cosa sei?
Ti dissolvi
sei vapore che si scolora
io piango ancora
quand'arriva la tarda ora
quando non posso più urlare
e solo con te vorrei parlare.
©
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L'autore
Francesca Urbix
Sono una studentessa universitaria carica di sogni e speranze che pretendo diventino realtà.
Commenti (2)
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Francesco Luca19 febbraio 2010
poesia di grande impatto per la sua forza emotiva ed espressiva... un incubo raccontato con grande bravura... complimenti
P
Paolino25 febbraio 2010
Forte, intensa coinvolgente. Stupenda poesia, apprezzatissima!
