Sole di Bacco
Dietro sguardi di tende lise che incide il raggio
vende all'aurora ogni abat-jour di fari di lampare
sul comodino di uno scoglio
che scivola rossore d'occidente alla rete
dove s'affonda il giorno preda
che abbocca e s'abbuia.
In un contorno d'osteria di porto
un soggiorno quasi di topi
accende con una bestemmia
prega e cede un fiore ex voto
di chi non si lascia al tavolo di spavento.
In una piega di labbro sfuma la ragazza
volto di quella madonna in nicchia.
Si guarda di domani che si volta ebbro
sempre più tardi senza bussare
stappando di terra in terra.
Non ti spiega come lo assapora.
Il mattino vacilla sul bordo di un bicchiere
gobbo levante rugginoso rosso sangue
a ladri e derubati.
Disseta l'altra parte del tavolo ogni gamba
che alza la testa.
Sbadiglia.
Aggrotta le sopracciglia lasciando la sottana
della luna comare a sedersi sulle sue ginocchia.
E lì si perde al collo di bottiglia
d'un sorso per versarne sole di Bacco.
©
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