Sofferenza
Allor quando, il passo mio si fermò,
colto dai molteplici dubbi del capo,
in quel preciso istante,
ghiaccio divenne il sangue nelle vene,
lasciando alle membra mie un torpore.
Oh quanto inutile il mio cammino,
frutto di un'amaro, insolito, destino,
che nulla volle togliere a chi avea,
ma "Molto" dell'altrui raccoglieva.
Ombra che instancabile il passo segui,
ti guardo mentre intorno tu mi giri,
anche quando la notte scende,
la luce dei lampioni ti riflette.
Oh recondito voluttuoso desiderio,
le tue ali tarpate, tu non spieghi,
i tuoi sfavillanti colori non trattieni,
sbiadito resto qui malvolentieri.
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Commenti (1)
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Pp21 febbraio 2010
Particolare poesia sul proprio amore... un po' sognato e un po' vero, malinconico oblio... Piaciuta molto!