Thun
L'acqua ridendo,
beffarda ladra
colta sul fatto,
scappava dai dardi di luce
inviati dal sole .
Tra gli alberi
li sbeffeggiava
li circuiva
poi ruscellando
li convinceva
li seduceva
mischiandoli
alle lacrime
rugiadose delle foglie
creando così
mille riflessi
sulla pentola
piena d'oro
rivelata dalla terra smossa.
Ecco l'Arcobaleno!
Thun seduto rifletteva
è meglio adesso
o quando da questa terra
spunteranno le mie ossa?
©
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Commenti (3)
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L
Laura Manselli22 febbraio 2010
Le parole seguono il percorso fuggevole dell'acqua. Bella.
Simone Bello1 marzo 2010
Bella poesia ricca di immagini stupende che si susseguono una dietro l'altra...
Nadia Mazzocco2 marzo 2010
WOW!...poesia veramente affascinante. Sei un Poeta ricco di armonia interiore. Applausi di ammirazione.

