Ridatemi il buio del lunedì
quello delle sei
l'ora fredda dell'aria
che sega come flex le ossa
ridatemi i tram sonnacchiosi
e i bar di cappuccini schiumati
e di chiacchiere
che sembrano fumetti
ridatemi l'ingresso in officina
dove il lavoro è il mio essere
ché non sia l'avvenire
la sola proprietà
che donano i padroni
ai loro schiavi
rivoglio diventare un Sisifo felice
stordito di fatica
per dirti amore
che non so più
meno di niente
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Commenti (1)
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Djani Livnjak22 febbraio 2010
hai espresso con poche righe un problema comune a molti, e capita sempre di voler tornare indietro sopratutto quando il futuro lo vediamo come una foschia immersa nel bosco. Infine mi piace, tra l'ancora e l'orgoglio!
