La maledizione

A brontolii spergiuri e inviperito
Bore affannato in piena notte fonda
torna in paese con aria furibonda
non si da pace del torto che ha subito.
Gli han rubato l'aratro al poveretto
con il giogo dei buoi pronto al lavoro
della famiglia l'unico tesoro
gliel'hanno fatto a sfregio e per dispetto.
Lancia maledizioni a destra e a manca
contro gli ignoti vili malfattori
pensa che tutti siano traditori
di bestemmiare al Cielo non si stanca.
Se credevano che il furto lo bloccasse
hanno fatto cilecca i malandrini
che li prenda la lebbra e li rovini
si trasformino in luride carcasse.
Quanti solchi quel giorno ho preparato
se lo passino a letto in agonia
tanti giorni di peste e malattia
per ogni grammo di peso dell'aratro.
Che la carne nel letto si consumi
e le ossa si spezzino in frantumi.
Cento are ho scavato con la zappa
il concime e la terra rivoltando
china la testa con l'animo imprecando
contro i porci ladroni di ogni razza.
©
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L'autore
Ozan
Dopo anni di vagabondaggio culturale ho avuto il coraggio di riprendere a scrivere. Forse questa volta imparero'. Vivo in una zona poco abitata. Ho davanti a me un monte, un bosco, una valle,un fiume. La mia casa è circondata da un cortile ricco di piante e di fiori. Un cane. Il mio Amore, la mia passione vive i
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