Febbraio
Omero Sala
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È livido il mese di febbraio.
La neve putrida resiste e non si scioglie
in questa luce esangue.
Non ha colore il lenzuolo intirizzito
del cielo grigio e cupo.
Non ha suono
il gelo che s’impiglia ai rami.
Non han ombra
le nude piante perse nella nebbia.
Non ha odore il tappeto marcio delle foglie
che copre la terra senza vita.
È livido il mese di febbraio,
cereo e tetro come il carnevale
che ha colori accesi,
falsi di falsa e triste festa
per camuffare i suoi pallori morti.
Il pierrot nel suo costume floscio
balla senza mai fermarsi,
anima senza vita.
La maschera esangue
ha voragini nere dietro gli occhi
e la bocca sigillata è un ghigno fisso
che congela lo sgomento e blocca l’urlo.
Sotto la sua lucida morta pelle
io sento il suo respiro.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (1)
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Giorgia Spurio25 febbraio 2010
wow! personificazione di febbraio. uomo livido come ci vediamo allo specchio, come lenzuolo incolore che abbraccia l'inerme nostro corpo, come il gelo che non ha suono ma si impiglia ai rami dell'anima, come piante di nebbia senza ombra, come foglie marce senza odore, "putrida neve" che non si scioglie. come il carnevale dai colori accesi eppure falsi di triste festa e il corpo che balla ma senza anima( contraddizioni che incantano). e la descrizione semplice della maschera bianca che infatti non ha occhi ma voragini nere: è di una poesia unica che inquieta la maschera che portiamo ogni giorno. è vero, congela sul nostro viso... ma..."io sento il suo respiro"... l'anima ancora sopravvive. stupenda

