Il Re era diverso!
C'era una volta un Re
viveva solo e soltanto per se'
un giorno camminando per il suo regno
volle mettere alla prova il suo ingegno.
Scese dal suo cavallo bianco
pensando che fosse stanco
Si avvicinò a quell'uomo diverso
Forse non solo nel fisico
Per fermarlo non c'era verso
Voleva con lui esser molto critico
col frustino lo schiaffeggiò,
con le sue infide parole lo beffeggiò
Sei una feccia non sei degno
di calpestare il mio regno
Risalì su suo destriero
e così ripreso il sentiero
frustò il cavallo sempre più
senza fermarsi per un attimo
finché in cavallo non ne potè più,
Si fermò allora vicino uno stagno
Il cavallo doveva dissetarsi
Non di certo farsi un bagno
Lui decise di specchiarsi
Lasciò al cavallo le sue briglie
E meraviglia delle meraviglie
Rivide nell'acqua il volto stesso
Uguale a quello del diverso
La paura di colpo lo prese:
Il diverso lui l'aveva schifato!
Ma non si arrese
Risalì sul cavallo e a tutto fiato
Frustò il cavallo ancora
E ancora di più sempre ancora
Ora da chi doveva scappare
Da chi si doveva allontanare
....... era lui il diverso
....... era lui il picchiato
....... era lui lo schiaffeggiato,
la vita stavolta lo aveva denudato.
Il RE pianse pianse senza capire
Al suo castello non tornò più!
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Commenti (5)
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N
Nadia5 giugno 2006
molto triste ma molto bella anche le rime alternate spontaneamente danno magia al tuo scritto. leggimi anke te se vuoi nadia
Mg5 giugno 2006
bella lezione! hai scritto molto bene, dando allegria a un amara storia... che ognuno abbia uno stagno in cui specchiarsi e un castello in cui non tornare più... se vive solo per sè! m.grazia
M
Michela Guerriero5 giugno 2006
bella e profonda la morale della favola scritta con armonia ma sottolineando perfettamente l'ipocrisia e l'arroganza del re e la giusta punizione che ne conseguì.Bravo!
A
Angeloantico5 giugno 2006
... sai non è solo di Napoli quel detto, è universale... e vale proprio per tutti. Un luce nella notte.
S
Smeraldo6 giugno 2006
sei magico, mi piacciono le tue favole, dovresti raccontarmele la sera, chissà magari mi passerebbe l'insonnia... bravo dolce luce.
