Lager domestico

Commenti (5)
molto triste e malinconica... ma vera e intensa... bella
La morte ci rincorre comunque. Ci segue come un lupo famelico a caccia di prede. Più noi fuggiamo, più lei fiuta il nostro odore, quello della paura, perché nei nostri tentativi di depistaggio lasciamo una scia che segna il percorso. Possiamo soltanto ritardare il momento in cui ci prenderà e non sappiamo quando ci sbranerà. Tornare a casa semplifica la sua ricerca, accelera i tempi d'attesa. Ma offrendo la pancia in segno di resa, saremo noi a vincere sulla morte. Ecco: ora non ci fa più paura, non avrà bisogno di percepire l'acidità del nostro sudore. Il momento è giunto: è ora di scrivere la parola fine. Ma l'abbiamo deciso noi.
Pochi versi ma ben strutturati e di elevatissima capacità espressiva... che dire? Piaciutissima!
"Il male di vivere. La paura di vivere. E' molto più semplice prendere la vita come viene, rassicurano quelle mura prigione che conosciamo bene. Al di là della porta c'è l'ignoto. Magari la felicità, ma quel tratto da percorrere prima di giungere alla meta può apparire come un abisso, ed allora è meglio stare fermi, nell'attesa che qualcosa cambi..." E' un brano tratto da un mio racconto e si adatta molto bene a commentare questa poesia.
Poesia i cui tristi versi "obbligano" il lettore a parlare con se stesso in modo profondo Come sempre le tue poesie sono ricche di pensieri che sono l'evoluzione di tuoi ragionamenti e mostrano il tuo alto spesore dell'anima Fiocco rosso La conservo, Sergio, è meravigliosa





