Pelle bianca
La pelle bianca
dell'ormai quasi donna,
si macchia
di un rosso scarlatto.
Tra l'avambraccio
e la mano mancina
compare
un sottile rivolo scuro.
Lei senza paura,
intaglia il suo corpo
come legno,
dal quale ricavarne
una statua impeccabile.
Ma,
anzichè truccioli,
si scaglia via il dolore,
scavando in se stessa
non sente più male,
ma prova piacere nel lasciarlo uscire
e quindi
da lei allontanare.
Ora ha paura,
seduta
sul pavimento freddo,
i capelli lunghi davanti al viso,
una lacrima le solca la guancia,
l'espressione di chi ha sofferto compare.
Sente quel calore umido pulsare,
lo vede cadere
e macchiare il suolo,
e la gonna
e le sue scarpe nuove.
Sa che è sola,
più nessuno intorno a lei,
ad ascoltare le sue parole,
ad asciugare le sue lacrime,
ma conosce ciò che ha intorno,
sa che il mondo
intorno a lei
è pieno di artigli,
che le si possono impigliare alla gonna,
ai capelli,
attanagliarsi a lei,
lacerare la sua bianca pelle,
ma sa che deve procedere.
Si fa forza,
prova ad alzarsi,
si osserva la mano,
un brivido dentro,
forse ha scavato un po troppo nelle sue paure
ma questo è il prezzo da pagare,
perchè chi è cattivo si deve punire,
si vuol far capire,
che la vita è un dono,
non lo può sprecare.
©
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Commenti (1)
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Mg6 giugno 2006
Molto forte questa tua riflessione, molto bella... prendere consapevolezza di sè, toccare il fondo e poi piano piano risalire! M.g
