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Brevi 2 marzo 2010 · lettura 1 min · 3621 letture

Credere, perché?

Carlo Fracassi 469 poesie pubblicate
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D'immutato ardor brucia la fiamma che morir non vole, ma nel tardo pietir invoca e leva, vane, nude braccia al sole.
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Marzo 2010

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (11)

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Raggioluminoso2 marzo 2010

Versi brevi che indicano molto bene la condizione emotiva che li ha ispirati. Molto apprezzata!

Danielinagranata2 marzo 2010

Breve intensa da meditare e riflettere per la profondità del pensiero molto piaciuta

Silvia De Angelis2 marzo 2010

Intensità ed originalità impregnano di pregio questa breve lirica, graditissima alla lettura. Bellissimo il sottofondo musicale scelto

Versi che trasudano sottile malinconia, quasi rassegnazione... Carlo, non appartiene mica al tuo spirito la rassegnazione! E' splendida!

Carmelita Morreale2 marzo 2010

Versi che bruciano come il fuoco, vivaci e capaci di elevarsi sino al cuore del lettore... Brevi, molto espressivi, emozionanti.

Kiaraluna2 marzo 2010

Uno splendore... quasi come quella luce che acceca e arroventa il cuore... Semplicemente stupenda.

Rossella Gallucci2 marzo 2010

Splendida questa breve anche se si percepisce un po' di rassegnazione in quelle "vane nude braccia al sole"... Molto suggestiva. Davvero apprezzata

Levar le braccia al sole... verso Dio, verso un amore, verso madre Terra, verso se stessi, per dimostrare di non voler mollare... la presa che ci tiene ancorati ai nostri sogni.

Angela Rainieri2 marzo 2010

Continua ad ardere il fuoco della speranza che non si vuol rassegnare a morire in quel tendere "le nude braccia al sole"... Intensa e bellissima, un piccolo cammeo da conservare.

Rita Minniti4 marzo 2010

Un sentimento, un amore, un pensiero, nonostante il tempo tenta di sbiadirlo, resta sempre nel cuore. Immutato, però, è l'ardore che si percepisce ascoltandosi che mai andrà a spegnersi, che mai andrà a finire. E per non morire, così come scrive l'autore:" nel tardo pietir"... quel cuore ormai stanco, quell'anima ormai provata "invoca e leva, vane/nude braccia al sole". Perché non debba mai finire, perché l'incertezza possa diventare, se non certezza, quanto meno speranza! Un altro breve ma immenso bellissimo pensiero, quanto determinato, che fa riflettere.

Struggenti versi dallo stile poetico antico e raffinato, che ne fanno una piccola preziosa chicca! Ci sono fiamme che se non si sono esaurite nel cuore, non cessano mai di ardere. Sono solo coperte da quello strato superficiale polveroso, chiamato cenere, sotto cui continua ad ardere l'eterna fiamma. Anche se le loro braccia si leveranno nude, a un sole senza speranza. E l'unica cosa in cui ci è dato credere è che il domani porta sempre con sé una nuova ragione ... e una nuova speranza.