Un mondo da rifare
Lena Orfeo
295 poesie pubblicate
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A che serve piangere, urlare, imprecare,
quando le parole sono soltanto tuoni sparati a salve
contro un cielo sordo,
smarrito nel suo dio subdolo,
arroccato sulla cima impervia dell'arroganza.
Il grido dei deboli è un abisso inascoltato,
un urlo infermo, ormai perso,
assottigliato nei sogni
come nebulose incerte nel loro vagare.
Che mondo vuoi che sia
un mondo che s'ingegna a truccare i suoi angeli,
come se i loro occhi non brillassero più delle stelle,
come se le tenui labbra
non fossero più leggiadre d'una rosa.
Che mondo vuoi che sia,
un mondo che pretende figli ineccepibili,
che taglia ali al pianto come un male da estirpare,
da gettare fradicio e consumato dietro l'angolo
di una strada polverosa e umida di rimpianto.
Questo è un mondo freddo,
troppo per le mie ingenue ossa,
troppo per ogni soldato, sposo, amante,
madre o bambino che si affaccia a questa terra.
E' un mondo da rifare,
un mondo da reinventare...
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (3)
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Crepax732 marzo 2010
Lirica triste e purtroppo vera. Il mondo di oggi è tutto questo. Le parole sono inutili come scrivi nei primi versi. In questa poesia non c'è spazio per la speranza ma solo per i rimpianti e in questo mi trova d'accordo.
Silvia De Angelis2 marzo 2010
Siamo tutti sfiduciati e amareggiati per quanto ci circonda e succede ed il percorso che ci attende sembra molto accidentato... ma forse con un po' di forza interiore e l'immancabile fiducia tutto appare meno gravoso... Lirica molto apprezzata
Vivì3 marzo 2010
Lirica molto malinconica seppur in certi versi vera e condivisa. Ma bisogna sempre lasciar spazio alla speranza. E' il nostro raggio di sole che c'illumina nei momenti bui e ci scalda nei momenti in cui ne abbiamo bisogno. Poesia molto apprezzata e condivisa.



