Su poeta e sa tonca
Commenti (4)
bella molto scherzosa questa poesia peccato che il dialetto sardo non lo conosco penso sia meravigliosa poterla sentire in vernacolo molto bella e brava a proporci queste belle emozioni
A furriu de sa tonca suspettosa as fattu giros tundos pius de chentu ma non si pesat alinu ne bentu, e pasat sa notturna mariposa. In notte 'e luna sonat che lamentu, che cantu dolorosu de un'isposa restada sola inintro 'e s'apposentu a s'ora chi de amore fit diciosa. Su cantu tou galanu de tristura binchet sa solitaria litania, c'as fattu iscola de litteratura a pustis su battizu in poesia, e gai sa tonca puru in sa friscura iscurtat, frimma, boghe e melodia.
Non m'è difficile intuire il senso, posso condividere ciò che l'autrice ha nei versi decantato, ho anche gradito la traduzione che ha dato maggiormente risalto e gratificato chi non conosce la lingua... omaggio anche ai poeti Sardi che tanto si fanno apprezzare... Ps. forse un metodo per declamare in lingua, cioè tradurla in audio postandola su yu- tube e poi trasferirla quì...
Grazie all'ottima padronanza della Lingua Sarda ed alla spiccata inclinazione verso l'ars poetica, l'autrice ha plasmato questo pregevolissimo sonetto in endecasillabi. Ho riletto più volte i versi ed ho constatato che il ritmo è ineccepibile, in virtù degli accenti che "cadono" armoniosamente secondo le regole metriche ed il componimento si dispiega fluido sotto lo sguardo compiaciuto del lettore. Ho apprezzato immensamente anche il contenuto, particolarmente interessante e pregno di saggezza, che certamente induce a riflettere ma fa anche sorridere... E mi naschit como como unu meledu: apo fatu mesu ziru e bia e sa tonca at giai cantadu e si ch'est bolada deretu...



