Dei pensieri, delle voci
Le vedi quelle fiamme fredde annichilite nel verso del mattino?
Sono ferme e vanno ciondoli nel mondo. Si sfuggono
nell'alveo delle forze ignote ai libri.
Sono di lancio dai bicipiti del cosmo, sono le sue orme.
Sobillano la stasi dei pianeti; rotolano all'oscuro
senza sapere aver accanto un'anima.
Un po' di noi, tutto sommato: noi che cademmo.
Rotola il nostro sasso su quel greto nero e andrà alla foce
di un chissà che - penso ad un percorso
che s'inserra nella forra di un altro tempo, esterno
ad ogni età - ma no,
noi non cadremo.
Mi chiedi se dimorano castori o altre vite di pionieri?
Forse evoluti o sui sedili alle comete:
le solitudini hanno un gusto quando volute in luoghi;
poi, si congiungono le mani e loro sanno.
Non so se credermi ti aiuti:
è certo che tutto è già o, pure, giacque dai rinnovi.
Così avremo pelle fin quando si potrà
la strana voce
che parla alle tue radici provocando gemme.
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Commenti (1)
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Clodiaf09043 marzo 2010
La ricerca dell'altro, il congiungimento con l'anima altrui... Questo autore l'ha raggiunta e noi lo invidiamo per questo. Non che non sappia di cosa il mondo sia fatto - di quanto dolore sia costituito - ma lo accetta e vi trova una sua armonia e ci fa partecipi della sua cognizione matura. E avremo "pelle" se riusciremo a rinnovarci nella voce del cosmo. Che sogno sarebbe...
