Il viaggio
Ho camminato sui ciottoli consumati
dai pellegrini del tempo
in un viaggio senza sosta
alla ricerca dell'essere
ho scalato le vette del sapere
cercando di valicare
il confine dell'ignoranza
ho bevuto alla fonte dei saggi
per placare la mia sete
di conoscenza
ho navigato in mille mondi
inseguendo la mia inquietudine
ma adesso sono qui
ancora più piccolo
di quando son partito
un granello nella grandezza del creato
adesso conosco la mia impotenza
la distanza del mio sguardo
i limiti della mia mente
cavalco un sogno
che pensavo potesse
dare un senso a questa vita
ma i sogni sono nuvole
che il vento spazza via
senza che ci venga dato di saper
se sotto vedremo poi un cielo azzurro
o giorni di tempesta.
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L'autore
Turan
Commenti (1)
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Ausilia Giordano19 marzo 2010
Il testo è una completa sublimazione del pensiero. E' intriso del "ben saber scribere" in quanto misura e ordina le parole facendole volare tra i versi ad esprimere un pensiero ricco di conoscenza, ma soprattuto umile, consapevole della propria impotenza di fronte al sapre immenso. Troppo più grande dei nostri sforzi di pensare e di indagare. Ottimo.

