Vulcano
Raffyka Danse Macabre
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Fermo e senza terrore
Sto marciando sul cratere
Rischiando di cadere
Ma è occulto il nero timore
scruto il vulcano incontrollato
Beffeggio l'esile frastuono
Sento del terremoto il suono
Udendo le piogge del mondo
Colano già schizzi di rosso
rancore e rabbia, invogliando
me stesso al risveglio d'abisso
E nel mezzo dell'isola deserta
Lava lanciata in ogni direzione
Si dirama l'accesa distruzione
E i fuochi incendiano la foresta
Esplodo! L'apocalisse è in corso
Brucerò le mie fosche angosce!
La mia anima or quiete non conosce
Sento dentro me l'intrigo di Cnosso
Sento ora la terra tremare
Sento ora la mano tremare
Sento l'interno lamento in gioco
Vedo il fumo che avanza, e soffoco
E brucia anche il fiore asciutto
Antico emblema di misura
Ascolta la voce dell'istinto
Le urla strazianti nella natura
Dal centro della terra, dal nucleo
Dal centro dell'anima, dal cuore
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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