Voglio un funerale blues
Angelo Ricotta
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Sono andato a troppi funerali
posso riempirne interi annali
adesso non conosco più nessuno
incrocio le dita per qualcheduno
Quando toccherà a me partire
allor che me ne andrò da questa vita
certo sarà triste proprio morire
non credo sia come una buonuscita
Sarà col vento in faccia o con la neve
come diceva quella vecchia canzone
dietro al mio carretto ci sarà lieve
il triste cane di Mozart un po' barbone
S'è sempre detto che si muore soli
ma nel mio caso ahimè è proprio vero
spero che non sia fra troppi duoli
ma dolcemente al ritmo di un bolero
Voi del Comune fatemi il favore
per una volta almeno abbiate cuore
mandatemi una banda di jazzisti
neri bianchi gran professionisti
Che suonino un bel blues per l'occasione
triste all'andata festoso al ritorno
come nella migliore tradizione
gioite gente mi son levato d'attorno
©
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L'autore
Angelo Ricotta
Molti trovano la loro maggior fonte d'ispirazione in un'umanità roboante di vite straordinarie popolata di dei, semidei, eroi, re, regine, principi, grandi condottieri, influenti filosofi e scienziati e persino spietati criminali. Io invece sono interessato ad un'umanità molto più silente, negletta dai più, senza gran
Commenti (1)
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Andrea D’Alfonso17 ottobre 2010
Splendida... ironica... magistrale. Mi ha colpito molto soprattutto il finale. Il levarsi di torno e lo gioire è il preludio perfetto dell'essere ricordati non con tristezza ma con grande gioia. Nella tua poesia c'ho letto molto. Conservata.

