L'ultima danza macabra
Raffyka Danse Macabre
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Cielo plumbeo nel primo meriggio
E odore di pioggia tra le brume
Con le ventate echi d'emozione
S'allontanano senza mille prose
Forse obliando quella sensazione
Strana seppur dalle cuspidi afose
D'esser sfrattati da un vano grigio
Cieli lividi, volte minacciose
proiettate da orizzonte a orizzonte
e il tramonto avanza con raggi d'oro
e i rami recitano, e danzano anche loro
Questa è l'ultima danza macabra
All'ombra del salice
Le lacrime si perdono nel fiume
La brezza confonde ogni direzione
E cancella il lieve tepore di rose
Danzo l'ultima danza macabra
Nel tramonto senza luce.
©
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L'autore
Raffyka Danse Macabre
nient'altro che la sintesi dei complicati simboli di un CREPUSCOLARE labirinto interiore. ||| Dannata-mente Apollinea che brama il Dionisiaco ||| vorrei fermarmi sulla linea di confine, sul limite tra immanente e metafisico, nel non-luogo tra mondo e iperuranio e camminare funambola sul confine... senza cadere in
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