Attimi di colore
E' insolito come l'apparizione di gabbiani che hanno perso la strada, in volo su rumore e cemento.
Grandi ali bianche, così bianche da essere suoni stonati in mezzo al grigio metropolitano.
E' un attimo di colore nel grigio di sempre.
Perché c'è una nota di arcobaleno anche sulle nuvole più dense, dopo la pioggia.
E si respira di nuovo, anche quando l'inverno è stato così lungo che sembrava non dovesse smettere mai.
Perché è così strano percepire, vibrante, quell'armonia silenziosa, il sentore di qualcosa che si illumina e si scalda sotto un sole straniero.
Perché è inusuale, così delicato e sottile, talmente impalpabile da non sembrare concreto.
Talmente improbabile da non sembrare vero.
Talmente insolito da essere riconosciuto a fatica.
La voglia di sfiorarlo, di sentirne il calore è irretita nella paura di toccare un miraggio,
di vederlo sfumare sotto le dita perché qualcuno ci ha detto che ammettere di essere felici è bussare alla porta della tristezza,
che tradire un sorriso è sfidare le lacrime.
Così poco abituati alla felicità da vestirla da chimera.
Le catene che impediscono il volo, evitano anche inevitabili cadute.
E' un compromesso implicito e rassicurante.
E quando il vento soffia via tutto, c'è lo smarrimento da mancanza di appigli,
l'unico pensiero è quanto durerà questa tiepida illusione.
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Commenti (1)
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Totto8 giugno 2006
l'ultima parte mi ha colpito..totto