Il falso vero!

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (13)
penso che questa vita sia molto complicata. e si finisce, prima o poi, per adeguarsi, per non venire schiacciati ed esclusi. in qualche modo, ognuno di noi, supera la naturale ripugnanza, e si conforma, ahimé, al gusto collettivo. per questo la società va a rotoli... anche le menti migliori alla fine soccombono...
mai ...mai e poi mai conformarsi e adeguarsi alla massa, ai falsi miti rifiutando il nostro io e il nostro credere se così fosse dovremmo togliere dalla lingua italia molte parole e secondo me anticonformista è una parola eccelsa
Purtroppo la formazione dell'identità deriva anche dai modelli e mai come in questi tempi si discostano dalla realtà - con il rischio ben espresso da questa lirica che ho molto apprezzato!
Le persone dotate di vero carattere e personalità ragionano col loro cervello, forse in qualche rara occasione, per motivi, inequivocabili, dovranno accettare qualche compromesso... a malincuore Lirica molto apprezzata
Plauso infinito. Siamo tutti coinvolti in questo vortice. E' inutile cercare di non esser imbrigliati perché i falsi modelli sono creati ad arte per assimilare maggioranze schiaccianti. Veramente piaciuta fiocco!
Gran bella riflessione, ma anche molto amaro l'argomento! Nel leggere la prima parte della poesia, si può ben meditare sul"confronto"coi falsi modelli disseminati dovunque che rendono la vita impossibile, se si pensa che al primo rifiuto si è tagliati letteralmente fuori da una società che cerca di soccombere sulla mente. Quindi, ci si ritrova col rifiutare sè stessi, le proprie idee, i propri canoni, sia essi sbagliati o meno, ma pur sempre dettati da una propria personalità. Si finisce col paragonarsi o, quel che è peggio, con l'identificarsi a canoni del tutto rifiutati dalla propria sensibilità, arrecando un danno superiore alle aspettative che vengono proposte. Riuscendo così "ad adombrare anche la nostra vera immagine",finendo col comportaci da veri robot. Un pensiero straordinariamente profondo e purtroppo, tanto attuale lo svolgimento del comportamento in seno alla diversità di quello che si è, forse dettato dalla paura di rimanere soli, forse perché ci si sente inferiori... quando poi basterebbe essere sè stessi, solamente sè stessi, perché la vita possa essere migliore, perché si possa avere un confronto con gli altri e rendersi conto alla fine, che si può solo imparare e vivere in maniera vivibile. Bella... bella... Complimenti per l'esposizione profonda del pensiero!
ottima riflessione in versi convincenti e di gradevole lettura... conservare lo spirito critico e non omologarsi mai anche se andare controcorrente non è facile... ma lo dobbiamo a noi stessi. Complimenti!
Parole più vere il nostro autore non poteva trovare – purtroppo. Un esempio che mi viene in mente sono i cellulari – un tempo sembrava che fossero un sovrappiù che però faceva comodissimo – ma quanti però lo disdegnavano – ed oggi invece, a partire dai più piccoli ognuno di noi ne ha uno se non di più – si dice che è il progresso e non possiamo rimanere indietro. Solo un piccolo esempio che si può benissimo estendere a tante altre cose – Così mi è piaciuito commentare.
In questa società che vive d'apparenza è il numero che fa la forza... quando le maschere supereranno i nudi volti... automaticmente saranno loro i modelli da seguire... e le pecore seguono il pastore senza domandare dove le porta... Poesia di grande riflessione, apprezzatissima.
Una riflessione breve, ma toccante e vera... Mi rendo conto che viviamo in una società dove i falsi valori hanno sostituito quelli veri e la stessa cosa vale per i modelli comportamentali poiché i giovani sono come ammaliati da quelli "falsi" o "apparenti " proposti dalla TV che in poco tempo riescono con il fisico e la "leggiadra simpatia" a diventare famosi. Molto profonda, condivisa e apprezzata.
E non ci accorgiamo che siamo noi stessi educatori, che nelle scuole incominciamo fin dalla più tenera età a modellare i bambini su quei falsi modelli, per uniformarli tutti secondo uno standard che impone la condivisione di massa... Livellare, adeguare, uccidere la creatività, l'originalità... Etichettare coloro che "cantano fuori dal coro"... Il diverso fa paura, sconvolge l'equilibrio del mondo. Meglio tutti uguali, con la nostra brava mascherina, così non ci riconoscerà proprio nessuno.
Io ho sempre temuto l'assuefazione Carlo... sono terrificata dal fatto che senza rendercene conto alla fine... ci si possa concedere ai gruppi! Grande espressività!
Sull'importanza dell'unicità della persona, avevo avuto occasione di soffermarmi in un'altra poesia del poeta. Dove il concetto, trova assoluta conformità col mio pensiero. Versi sobri e incisivi nella riflessione espressa.













