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Impressioni 12 marzo 2010 · lettura 1 min · 5326 letture

Le pupille sepolte

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Serpi bianche baciano pelle di carne che il sole brucia delicatamente Perderò pupille tra la neve e il fango, calpestami, raggio di sole, e rapisci anche il mio ultimo respiro Non avrò più gambe... Ridona il cielo la primavera sepolta e Marzo s'impicca al ghiacciaio delle sensazioni Vuoi il mio oro? Vagabonda anima senza nome di terra son fatte le ossa barcollano nell'alcool delle cosmiche sembianze d'amori perduti nel fosso e nel burrone lì dove dondola il corpo di questo mese Tempo che senza mani lancia frecce dal suo trono Scaverò anche senza dita e ritroverò aria e nuvole sotto la terra...
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Giorgia Spurio
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Commenti (6)

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Raggioluminoso12 marzo 2010

Lirica che esprime difficoltà, ma dalla chiusa - splendida - si riscontra la voglia di superarle a tutti i costi e con molto sacrificio. Versi ben congeniati, piaciuta per stile e forma! Apprezzatissima!

E' la voglia di rinascere, dopo essersi fatta calpestare, schiacciare, seppellire. Mentre il corpo dondola, appeso nel vuoto, oscillando tra il precipizio e il volo... la muta. Il cambio di pelle avviene durante questo scavare "anche senzadita", mentre l'anima tra poco urlerà con tutte le sue forze: "Eccomi, sono di nuovo qui!"

Claudio Giussani12 marzo 2010

Momenti difficili magistralmente dipinti con versi travolgenti che evidenziano, tra scorci di delusione, la forza e la determinazione dall'autrice nel voler superare al più presto ogni avversità ...Bellissimi i versi... appropriato il sottofondo . Applausi e auguri!

Salvatore Ferranti12 marzo 2010

nella difficoltà tante persone annegano, ma molti riescono a rialzarsi. piano, piano, ma ci riescono. poesia molto bella, di grande intensità e valore. versi in cui il lettore s'immerge, per tornare a galla con nuove consapevolezze.

Antonella Bonaffini12 marzo 2010

Sei proprio un fuoriclasse Giorgia...è di una espressività disarmante! Fantastica... e positiva!

Clodiaf090412 marzo 2010

La primavera che porta resurrezione a chi è sepolto, morto nell'anima, con le pupille nascoste ma ancora viva la carne. Marzo è anche lui sottoterra insieme a ricordi di amori e vita passati ma basterà a ritrovare aria e nuvole anche per chi non ha più dita. C'è dolore ma voglia di andare avanti. In qualunque altro poeta la sovrapposizione di immagini così forti darebbe un senso di repulsione ma qui la capacità di dosare sensazioni, di far sentire un fondo "dolce" e femminile è artisticamente molto alto ed è una cifra stilistica personalissima. Ovviamente, bellissima.