Una morte
Gli occhi riversi al nulla ...
...si piegò su se stesso
pregando il padreterno
conscio che non servisse;
spalmò su tempi inutili
la storia, il suo vissuto
e concentrò il futuro
tutto dentro il suo adesso.
La luna, ora una culla,
guardava dalle stelle
che adesso erano fisse,
non tremule fiammelle,
con il suo sguardo strano
la coscienza terribile
esposta come ignobile
reo messo alla berlina.
Poi come un capogiro
rapì senza rumore
l'ultimo suo pensiero
senza più alcun dolore
chiuso in metà respiro
Ultimo suo contatto
con il mondo reale
solamente uno stupido
rapido batticuore;
i nervi si contrassero
il capo reclinò
e fu lampo il pensiero
spostato su chi resta,
un tuono impercettibile
tra le sinapsi e il senso
poi gli piegò la testa
con movimento lento
e fu solo un momento
quello che piratesco
squarciò per sempre il tempo.
©
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