Catene invisibili
You Don’t Know Me
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randagio del nulla
imbalsamato
nella nebbia il vuoto avanza
ogni eco... ingoia
perché
di queste catene
fatte di niente
soffoca la mente
e prigioniera
di una clessidra
conta granelli di sabbia
lo spirito si ribella
crepita il fiato
sul vetro si specchia
livida pelle lascia vedere
il ferro che i polsi stringe
prima che il giorno arrivi alla fine
il respiro prende alla gola
e tossisce
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (3)
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Salvatore Ferranti20 marzo 2010
poesia dolorosa... intrisa di generosa tristezza. la condizione di una donna... di una vita. molto intensa. da conservare, merita la rilettura.
Calogero Pettineo20 marzo 2010
Colmiamo il vuoto, rompiamo gli specchi, emozioniamoci con le meraviglie che ci circondano. Versi carichi di rimpianto un animo incatenato che cerca la sua via di fuga. Nostalgica.
Francesco Scolaro20 marzo 2010
Versi carichi di angoscia per questa prigione del tempo che ci incatena e che ci fa soffrine; anche perché sappiamo che a nulla vale ribellarsi...



