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Dialettali 21 marzo 2010 · lettura 1 min · 4856 letture

U cantu di munnatura

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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S'aveva appena arruspigghiatu 'u suli quannu prima chianu chianu e poi sempri cchiù fotti u cantu d'i munnatura si jazzau. Jera un cantu ca di fami sapeva di cu a la jurnata a campari aveva e a sira fossi mancu si manciava... s'un jonnu chiuveva o nivicava jera un cantu ca di siti sapeva sutta un suli ca ti scuceva botti di spina 'nta li mani e puru tantu sciauru di santiuni. Jera u cantu di munnatura...
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Munnatura = potatori di agrumi e ulivi; arruspigghiatu= svegliato; cchiù fotti= più forte; si jazzau = si è alzato; a la jurnata= alla giornata; botti di spina 'nta limani= punture di spine nelle mani; sciauru di santiuni= sentore di bestemmie.

L'autore
Rasimaco

unaquaeque hora inveniat te pingentem aeternitatem

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Commenti (9)

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Aldo Bilato21 marzo 2010

Musica per le mie orecchie... ricordi di nonno contadino alle spalle... la jurnata doveva portare la manna... tempo avverso o caldo che ci squaglia... bellissima. complimenti. cià.

Giovanna De Santis21 marzo 2010

l nei giorni senza pioggia all'alba il canto dei contadini per la raccolta degli agrumi rivelava di poter lavorare e mangiare la sera dal guadagno della giornata, ma tra sole stanchezza e il dolore delle spine nelle mani quel canto aveva il sentore delle bestemmie poesia che mi commuove molto il dialetto la rende ancora più preziosa (così l'ho letta chiedo scusa se sbaglio) stupendi versi stupenda Sicilia infiniti inchini

Gabry Salvatore21 marzo 2010

Magistrale opera letteraria che ancora una volta apre il ricordo dell'uomo di un tempo, l'uomo lavoratore. Molto bella!

Calogero Pettineo21 marzo 2010

Un cato noto a chi per andare avanti era costretto a mendicare lavoro per poter mangiare un tozzu di pani campannu iornu pi iornu. Spinosa

Anna Maria Scamarda21 marzo 2010

Una poesia che ho potuto assaporare nella lingua dialettale del mio conterraneo. Dove, struggente, traspare il dolore per quella parte di una Sicilia antica fatta di tanta fatica e sofferenza. Però, sul "sentore di bestemmie", per associazione di idee, mi è tornato in mente un antico aneddoto: mi raccontano, poiché io all'epoca non ero ancora nata, che mio nonno al solo "sentore di bestemmie", redarguiva costoro, ché altrimenti, se tali imprecazioni giungevano, sia pure lontanamente, alle orecchie di mia nonna, ella non smetteva più di fare penitenze e digiuni per espiare le colpe dei bestemmiatori. Versi magistralmente artistici e ricchissimi di fascino!

Rosa Leone21 marzo 2010

Versi che sanno di odore di terra, di duro lavoro e sapore di miseria, ricordi di quando i contadini andavano a zappare i campi, per portare a casa un tozzo di pane, parole vive pronunciate con quella nostalgia che sa di verità mai dimenticate... piacevole da leggere nel dialetto originale che dà ancor di più quel sentore di antico sacrificio di cui oggi molti ne ignorano o dimenticano l'esistenza... piaciuta parecchio...

M
Mimì22 marzo 2010

Poesia e "Verismo;" si leggono i versi e si assaporano le immagini dell'antico lavoro dei contadini, che faticavano sodo per portare un tozzo di pane a casa: bocche da sfamare, sotto un cielo cocente... E la fatica veniva addolcita dal canto comune, che inneggiava alla speranza di un giorno migliore: il domani. Complimenti davvero, mi sono commossa. La Poesia farà parte della raccolta delle mie Poesie preferite. Grazie Poeta.

A
Anfra22 marzo 2010

forse son io che ho capito male, leggendo gli altri commenti, ho notato che nessuno di questi aveva letto quello che avevo letto io, e spero che mi darai delle delucidazioni, io ci ho letto il canto dei serracchi che tagliano gli alberi, della mondatura che si fa in questo periodo, quando il sole comincia a scaldare, infatti da me si dice u munnaturu, quello che si occupa della rimonda, appunto; quindi io cio ho letto questo, la poesia è bellissima rievoca un mondo non tanto distante perché ancora oggi si fa questa pratica che è meccanizzata ma anche abbastanza manuale...

Letta ed apprezzata profondamente. Versi vividi, fluidi che lasciano percepire il duro e dolente lavoro che veniva svolto da chi si adoperava ad eseguire la potatura degli agrumi e degli ulivi. Non è difficile cogliere ogni sfumatura qui dipinta dall'autore. Così l'ho letta...