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Introspezione 22 marzo 2010 · lettura 1 min · 1135 letture

Chiedo al cielo la gioia perduta

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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Chiedo al cielo, in questi giorni di pena, la benedizione, d'esser aspersa con acqua santa, in una coppa d'olio lubrificante per il motore inceppato della vita. Chiedo il ritorno della buona sorte, quell'attimo di respiro eterno per deporre la Croce. Non la reggo più, il peso del legno piega, spezza, incurva, la schiena, vorrei stenderla e riposarmi su un prato fiorito, vedere l'anima bambina far capriole sull'erba verde. Così oppressa dal dolore, mi par d'essere figlia di un Dio minore, più non sento il canto della gioia. Ma perché, Cielo, debbo sempre viver d'elemosina?
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Commenti (5)

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Silvia De Angelis22 marzo 2010

Attimo ombroso in cui ci si rivolge al Signore per un sereno conforto... Ottima forma poetica in versi molto apprezzati

Massimo Mangani22 marzo 2010

che belle parole struggenti ... spesso crediamo tutti di esser figli di un dio minore ...è lì, in quei momenti che la nostra forza deve uscire... e su con la vita ... Quando ti senti vuoto, smarrito implora pure aiuto ma riponi in te fiducia e determinazione. AMATI...

Salvatore Ferranti22 marzo 2010

poesia che mi ha lasciato dei brividi addosso. intensissima. quasi una preghiera. commuove e stupisce per la limpidezza dei versi. applausi.

Raggioluminoso22 marzo 2010

Lirica che esprime una sofferenza toccante. Spesso ci capita di portar croci, il cui peso schiaccia corpo, mente e anima, soffocando il cuore. Purtroppo nessuno è esente da momenti di grave patimento. Ecco il detto che recita: "Se tutti ponessero la loro croce in una piazza, ognuno riprenderebbe la sua", poiché almeno saprebbe meglio come trasportarla - non dovrebbe adattarsi a nuove situazioni. Una lirica su cui varrebbe la pena di soffermarsi a lungo. Molto sentita, condivisa e apprezzatissima! La conservo!

Berta Biagini22 marzo 2010

Momenti di sconforto in versi che sembrano una preghiera – colpita dalla parte caudale "vivere d'elemosina".