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Sociale 22 marzo 2010 · lettura 1 min · 1398 letture

Il clima che non c'è più

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MariaGiovannAìnoRusc ito 178 poesie pubblicate
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Il clima che non c'è più è quello delle parole, delle carezze affettuose del focolare. Il clima che non c'è più è quello delle emozioni dei sorrisi ingenui e degli abbracci naturali, spontanei. Il clima che non c'è più è quello dei regali accanto al focolare delle colazioni insieme mattutine o dei frullati di frutta fresca. Il clima che non c'è più è quello dei caroselli... e poi tutti a letto. Il clima che non c'è più è quello dei baci... la sera quelli di mamma e papà ancora amici. Il clima che non c'è più è quello dei divieti al telegiornale. Il clima che non c'è è quello delle notizie esilaranti o delle ingenue lacrime tristi. Ora, però, c'è di più... tutto ciò che allora non ci mancava.
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L'autore
MariaGiovannAìnoRusc ito

Architetto-non-Architetto, Web Graphic Visual Designer. Appassionata, da sempre, alle arti. Dipingo? Per diletto. Espongo i miei dipinti? L'ho fatto poche volte. Pratico sport? Certamente. Il mio nome? Maria Giovanna Ruscito. L'età? 47 anni. Scrivo poesie? Per ardente passione. Giana

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Commenti (3)

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Kiaraluna22 marzo 2010

Una grande poesia davvero questa tua... di profondo significato... quanta nostalgia del Carosello da bambini... anche se non sono convinta che oggi si abbia di più...il progresso ci è costato caro, in focolari e valori. Davvero magnifica!

Berta Biagini22 marzo 2010

Non si può fare a meno di soffermarsi su questi versi che in un batter d'occhio ci hanno fatto rivivere momenti importanti della nostra vita – purtroppo oggi tutto sembra finito – è vero, abbiamo molto di più - ma privo di quel calore d'un tempo. Sentitissimi versi.

Gesuino Curreli22 marzo 2010

Il clima che non c'è più è dentro la tivù, ostentazione ibrida e maldestra di voci piatte e scialbe, ruvide e ormai stonate che avrebbero pretesa di virtù. Non c'è più nello sperpero d'anima e d'amore, nell'improperio burbero e blasfemo che trita intimità e bene supremo come verginità della natura. Clima che non c'è più nella ricchezza voluta e perseguita ad ogni costo, e nella povertà perduta e già miseria, per colpa del protagonismo vuoto, dove si ha il puzzo al naso per la normalità che è cosa seria ma che non offre visibilità. Clima che non c'è più, come la dignità riempita d'oro, svenduta per i ceci nella deriva d'oggi che fa boccacce agli umili trascorsi, quando il rimprovero di mamma erano discorsi di bontà. Clima che non c'è più!