Un mare di "tic tac"
Ormai giorni
senza metter penna
su foglio bianco,
aspettando che torni
la speranza tentenna.
Vado a letto, sono stanco.
Scorre il tempo
e il fiume alcolico
in un mare di "tic tac",
prima lenti, poi veloci come un lampo
perdo il conto, a caso li moltiplico.
L'ultimo messaggio diceva solo "fuck".
Ho scordato quelle parole
che sapevano di miele,
sul nostro spoglio ramo
eran rimaste due foglie al sole,
bruciate come fossero candele.
Ho solo scordato di dire "Ti amo".
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
N
Tutte le opere →
L'autore
Narade
Nato in provincia di Napoli nel 1990, ho iniziato a "scrivere" da quando avevo circa 12-13 anni. Nonostante la mia giovane età, appena venti anni, mi ritengo abbastanza maturo da trattare una grande varietà di tematiche, anche grazie a esperienze di vita che mi hanno aiutato a crescere e maturare. La poesia, nonost
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Dave Du Demon24 marzo 2010
Questa poesia mi è piaciuta molto. In tutti i versi compare la malinconia per dei rimorsi. Belle le rime e le assonanze (non era facile rimare tic tac). Bravo!
