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Riflessioni 26 marzo 2010 · lettura 1 min · 2644 letture

L'eredità di Alessandro il macedone

Saldan 202 poesie pubblicate
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Ossessioni d'eversiva mobilità, nell'astruso intercorrere di tempi immobili tra corsi e ricorsi storici. Eredità d'un magno magnate della guerra, despota o mito dispotico. Icona di screzi venturi tra diadochi, colto alla sprovvista da un male maggiore di quel dio minore. L'eredità enorme appannaggio d'un potere anelante funzioni e satrapie. In funzione d'un anello regale donato a Perdicca. Eppur si muore, anche da dio vivente in terra magna.
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Pochi personaggi storici hanno suscitato tanta ammirazione quanto Alessandro Magno, il sovrano macedone che in poco più di dieci anni (334- 323 a. C) s'impadronì dell'impero persiano giungendo sino in India. Non si può redigere una biografia storica attendibile senza tener conto del mito, ed è interessante capire perché il suo impero sia stato obliterato dall'avidità di successori e diadochi (vassalli regali tra i quali il suo successore subitaneo, Perdicca) smembrandone così la cospicua eredità alessandrina.

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Saldan
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Commenti (5)

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Crepax7326 marzo 2010

Bei versi Salvo. Hai scritto una lirica sul personaggio e sul mito. Per quanto mi riguarda da bambino non conoscendo la differenza fra il mito e la leggenda, Alessandro Magno ed Achille erano i miei "eroi" preferiti...

P
Pp26 marzo 2010

Ti sei superato... Magnifica nei versi e nel significato. Applausoni!

Grande Salvo... Cultura in versi veramente da gran poeta. Una lirica stupenda! I miei più sentiti applausoni!

Ecco: così sarebbe bello raccontare la Storia ai ragazzi! Ti promuovo Professore sul campo! Quando vieni nella mia scuola ad affascinare i mei alunni?

Lucia Volpi29 marzo 2010

Una lirica veramente bella. Vi si legge la conoscenza della materia. Bravo