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Fiabe 27 marzo 2010 · lettura 2 min · 2332 letture

La magia del ciliegio bianco

L Falchero 391 poesie pubblicate
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giocavano sulla ghiaia scricchiolante nell'angolo del cortile accanto al bosco due bimbi straccioni e tanto belli uno teneva nascosta in un sacchettin di tela la sua preziosa pallina di cristallo l'altro, birichino, gliela prese e corse via s'arrampicò sul ciliegio bianco e la offrì al sole, tenendola a conca tra le manine calde e la sfera s'accese d'arcobaleni e stelle "Ridammela ch' è mia! La farai cadere!" gridò l'altro piccino spaventato e con gesto deciso gliela strappò via la rimise nel sacchettino e fuggì in casa. chiuse a chiave la porta ed ogni scuro ché l'altro non rubasse più la sua pallina pianse il ladruncolo a lungo dietro l'uscio attese invano ch'ancor si schiudesse quella porta fin quasi a morir di sete e freddo e fame ma l'amichetto ormai non si fidava e stava zitto al buio nascosto su in soffitta tenendo stretto il suo tesoro spento venne il gelo del Nord e la tempesta del deserto sulla soglia se ne stava il monello rannicchiato ormai ridotto a pelle e ossa e agli ultimi sospiri giunse un mago dall'Est, un buon mercante lo caricò sul carro, lo rifocillò con pane e uva spronò il cavallo baio e lo condusse via l'indomani, non udendo più lacrime e parole, si sporse al davanzal l'altro bambino come lucertola che sbuca curiosa dalle rocce ma non v'era più nessuno ad aspettarlo, a tentar di rubar ancor la sua pallina la sua pallina che da tempo ormai non riluceva la diede ad altri che la facessero brillare ma nessuno conosceva a fondo la magia del gran ciliegio bianco e della primavera ed egli rimase deluso a contemplare un pezzettin di vetro dai piccoli riflessi cercando ancor in se stesso di negare che ... a nulla vale nascondere l'amore negargli i giorni, la luce, il cielo e l'aria, a nulla vale strappar la nostra essenza dalle mani di chi l'amava e la donava al sole...
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qualcuno, tre anni fa, scrisse un racconto, in cui un uomo tornava, dopo lunghi mesi di riflessioni e tormenti, a cercare la donna amata, ma giunto alla sua casa, venne a sapere ch'era ormai morta ... qualcun altra mi ha scritto proprio oggi di aver rimorso e rimpianto per un amore rifiutato, che forse non potrà più vivere e da cui non si è mai del tutto staccata ...ed io, mentre viaggio sul carro del mercante, guardo con orrore tanta felicità ... buttata!

L'autore
L Falchero

Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso

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Commenti (2)

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L
Lorenzo Crocetti27 marzo 2010

Questo è il mio commento: Ritrovo sulla strada dei miei sogni rifacendola indietro in un istante tutto quello che dalla vita agogni, tutto ciò che vi fu di più brillante. Quei sentimenti ormai sono appassiti, troppo tardi a guardarli mi rivolsi, Sono erba secca ormai, soni finiti... son rose del passato che non colsi.

Omero Sala27 marzo 2010

Te l'ho cercata: l'hai tenuta stretta quando ti profumava di lavanda ed io potevo fare la tripletta sopra i sedili della vecchia Panda. Ora ti accorgi, con tua gran disdetta, che c'è la crisi e cala la domanda. Per cui ti lagni per i tempi persi e desolata e sola scrivi versi.