Porto quiete
lungo questo cielo
contai le stelle
sotto questo lieve velo
il mio tatto solcò la sua pelle
l'indice incise le sue linee
modellò forme ancora sconosciute
il mio sorriso rapito
poggiò il viso su gentili vedute
delle quali fu invaghito
e mi cullai col suo respiro
mentre un sorriso sperò fossi tu
la terra feconda
il porto quiete
da stringer, non perder più
la serenità, invitò il mio sguardo nel suo
e fu capirsi silenziosi e un altro sorriso
una carezza sul capo
un bacio oltre il cielo
al cuore con trasporto
ancora fermo sul suo petto
osservo luna ed aureola
mordo lo stelo del suo fiore
senza sgualcir alcun petalo
sul suo petto assaporo il nettare
mi insinuo tra i suoi spazi
con l'illusione d'entrare nel suo cuore
poter mescolarle l'animo col mio
l'iride fu mio specchio
rividi in lei le mie esperienze
il bambino ingenuo e il suo gioco
l'adolescente spavaldo eppur tormentato
il giovane stupefatto e poi impaurito
l'uomo consapevole di sentire, provare
vidi mari solcati
spiaggie disegnate dai miei passi
scogli e voli audaci
acque profonde e precipizi in cui perdersi
onde da sfidare
onde che mi sopraffarono
che mi spaventarono
le mie promesse da marinaio
ora nei tuoi occhi vedo
gabbiani
vele sazie di vento
una prua che disegna una scia
il brusio delle onde
il mio porto quiete.
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L'autore
Nicola
poeta ,se così si può dire dai tempi delle superiori ,ma già prima spesso i professori trovavano alcune mie frasi o scritti toccanti a tal punto che ho ricevuto strette di mano ,molto bello e gratificante ,ma non dovrei dirlo se no dò l'impressione del superbo e non è affatto così, mi piace scrivere ed esprimere i miei
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