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Sociale 30 marzo 2010 · lettura 1 min · 981 letture

Cieco

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Ugo Mastrogiovanni 186 poesie pubblicate
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Ci sarà folla d'intorno, sento grida e schiamazzi è notte o è giorno, sono i soliti ragazzi? Ma che domanda, pensai senza guardare, e questo chi lo manda, quand'ecco mi sentii gelare: era un cieco. Gli parlai per molto, facemmo quattro passi e feci il disinvolto. Voleva che parlassi. Descrissi il paesaggio, gli dissi del passeggio, gli instillai coraggio. Non volli, non gli riferii le delizie del mondo, non ne reperii nessuna; lo lasciai nell'immaginario con l'armonia di sottofondo creata con la fantasia nel diario della sua malattia. Non scorderò quella sfortuna.
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Ugo Mastrogiovanni
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Commenti (2)

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Salvatore Ferranti30 marzo 2010

bella poesia che parla della diversità in maniera molto particolare. siamo tutti fratelli a questo mondo: non lo dovremmo mai scordare. siamo uniti da un unico destino... poesia commovente.

carla composto4 maggio 2015

ho degli amici non vedenti e devo dire che riescon meglio di noi a vedere con gli occhi del cuore... versi intensi e belli che mettono in risalto la bravura del valente poeta desrivendo la sorpresa nel capire che quell'uomo era cieco e che chiedeva a lui di descrivere ciò che i suoi occhi non potevano vedere... il mio plauso a questa lirica ...da commentare un abbraccio maestro