Che ridere di me
È fuori
che mùglia gigante
il temporale
e per dispetto
il cielo s'è oscurato
la porta sul giardino
è ancora spalancata sui fiori
aspetto in segreto
le tenebre opprimenti
nel vuoto dove abito
inizia la caduta di perle
si sfoghino gli strali
obliqui e forestieri
tanto non si può truccare il tempo
meglio lasciar che sbotti
nei movimenti grigi
di norma mi consolo
rievocando altre arie
di giornate più leste
a passare
quei piccoli bottoni d'emozione
ancora lucidi
ritagli di memorie
quando ero piccola portavo come tutte
le trecce e non le avrei volute
ma i grandi a quei tempi
tenevano i bambini
lontano dalla violenza e dai pericoli
eppure
eravamo lo stesso dei bimbi insicuri
a me piaceva
camminare sull'asse
ma pensavo che al mio tremore
il legno
si potesse spezzare
ero già molto inquieta
e così poco equilibrata
ma non lo raccontavo
come adesso
in autunno invidiavo il passaggio
delle oche selvatiche
e quando la pioggia
pigliava a battere forte i lungarni
il fiume sembrava un perfido mostro
tornavo alla mia casa sotto i lampi
dopo lunghe lezioni
al catechismo dele suore
speravo che il vento
smettesse in fretta d'agitare le canne
di solito correvo sotto i tetti
fino al coperto delle Logge dei Banchi
e quando improvviso spuntava
nell'umida coltre un benevolo raggio
gli uccelli si rialzavano in volo
le nubi diradavano
nei vetri alle finestre
credevo fosse un segno del Signore
e recitavo quelle note popolari
Piove
e c'è il sole
la Madonna coglie un fiore
e lo coglie per Gesù
domani non pioverà più
d'un ricordo son lieta
quando passavo dinanzi allo specchio
fissavo le fossette delle gote
e poi scoppiavo a ridere di gusto
del mio ritratto buffo di boccacce
ché ridere
era talmente bello
e naturale
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Commenti (3)
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Aldo Bilato31 marzo 2010
bella e simpatica... quasi una filastrocca... con immagini delicate e toccanti... ed un tenero sorriso. complimenti. cià.
Salvatore Ferranti31 marzo 2010
che bella poesia! mi ha affascinato molto. mi piace questo stile cosi originale, cosi sognante... una descrizione che si sposta dal paesaggio all'anima, e poi dall'anima al paesaggio. davvero intensa. complimenti.
Paolo Eroli31 marzo 2010
versi particolari... quasi uno sgocciolarsi di memoria ripercorre strade di un tempo e tornano quei lampi di luce di giovinezza... Bella poesia veramente!


