Quel che si è perso
poi c'è la pietra
inutile per te
che non frutta
poi c'è il cielo senza forma
che non puoi ingabbiare
e l'albero che sfida le stagioni
poi c'è l'immobilità della lucertola
che vedi pulsare
se la guardi bene
e l'ape ubriaca di colori
che non coglie
la tua raffinata tecnologia
e distesa al sole una ragazza
senza poter distinguere
chi più delle due è splendente
poi ci sono i tuoi verbi
incapace io di coniugare
prendere, afferrare, concentrare
e quel mio c'è
che forse mi ha salvato
e i tuoi ci sono
che mi bollano
come non competitivo
ma sul diagramma
vivo in verticale
tra euforia e sconfitta
tu sullo stesso
una linea piatta
nell'uniforme tua omologata
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Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita31 marzo 2010
bella, ma trovo quel poi troppo ripetuto che appesantisce la poesia