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Spirituali 3 aprile 2010 · lettura 1 min · 4917 letture

Morì in un giorno d'inverno

Sergio Melchiorre 988 poesie pubblicate
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Mio padre aveva 59 anni quando intraprese quel viaggio senza ritorno. Fu un mese prima della agognata pensione. Aveva combattuto sulle montagne d'Abruzzo con la Gloriosa Brigata Majella. Poi andò in Francia a lavorare in una miniera per "fare diventare grandi" i suoi nove figli. Morì durante l'"austerity" in un giorno d'inverno e loro dovettero fare la colletta per pagargli il funerale. Qualche minuto prima di spegnersi, in quella fredda stanza d'ospedale, l'infermiera gli chiese se volesse ricevere per primo il prete o il barbiere. Mio padre scelse il barbiere perché voleva presentarsi rasato davanti al Creatore. Non dimenticherò mai quel sorriso sornione stampato sulle sue labbra. Era convinto che quel Dio in cui credeva gli avrebbe perdonato anche l'ultima trasgressione.
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Spesso, nei momenti di estrema difficoltà, sento la sua "presenza"... Me lo immagino sempre vestito a festa, con il vestito stirato, la cravatta leggermente allentata, il viso rasato e quel sorriso sornione sulle labbra che non lo ha mai abbandonato, neanche dopo la morte...

L'autore
Sergio Melchiorre
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Commenti (9)

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Michele Prenna3 aprile 2010

Il padre ce lo portiamo dentro: nostra pietra di paragone nel bene e nel male fintanto che esistiamo. Credo che questo genitore apprezzerebbe molto i versi del figlio che lo restituiscono alla faticata umanità del ricordo.

Le persone che abbiamo amato, e che sono stati così importanti nella nostra vita, continuano a vivere attraverso il nostro ricordo. Poesia molto toccante e struggente.

Raggioluminoso4 aprile 2010

Vi sono persone che per l'ultimo incontro, vogliono essere "perfette" quasi per mettere in ordine l'ultimo loro momento o forse per dare una dignità maggiore al loro partire. Impossibile non sentire la loro presenza - sempre! Molto sentita, condivisa. Lirica apprezzatissima.

Crepax736 aprile 2010

Che dire... veramente piaciuta. Una poesia che sa di racconto di un'altra vita. Una vita di sacrifici fatti con ottimismo. Non credo che Dio possa aver mosso un rimprovero per non essersi confessato meglio rasarsi con un sorriso...

Gabriella Caruso6 aprile 2010

Leggo oltre l'affetto l'orgoglio di un figlio verso il proprio padre, grande combattente per la libertà, grande lavoratore, coerente fino alla fine con le sue scelte. Complimenti all'autore. La conservo

Anna Maria Scamarda6 aprile 2010

Versi originali, in cui il forte sentimento affettivo nel ricordo del genitore scomparso, associato al significato della Pasqua, ne fa lirica espressiva ed emozionante.

Triste9 aprile 2010

Un ricordo vivido... intatto... nonostante il passare degli anni. Molto bella.

Stefano Acierno13 aprile 2010

Si può anche piangere. E' giusto piangere pensando a queste cose!

M
Maria Pia Sozzi6 dicembre 2012

Una storia... un ricordo... una poesia... e l'amore di un figlio che non dimentica!!! Poesia che fa vibrare l'anima.